Disturbo da Accumulo

La caratteristica essenziale del Disturbo da Accumulo è la persistente difficoltà a gettare via oggetti vecchi e separarsi dei propri beni, anche se non più utili e ormai di scarso valore. I motivi vengono ricercati nell’utilità percepita dell’oggetto, nel valore affettivo o nel valore estetico. Gli oggetti più comunemente conservati sono giornali, riviste, vestiti vecchi, borse, libri, posta e documenti vari, ma potenzialmente qualsiasi oggetto può essere conservato. In certi casi, vengono accumulati animali, quindi conigli, gatti, uccelli, che vengono presi in maniera smisurata rispetto alla reale disponibilità degli spazi, e che prendono il sopravvento, arrivando a trovare escrementi in ogni parte della casa e andando a compromettere le norme igieniche e sanitarie per la persona stessa.

I soggetti con Disturbo da Accumulo conservano di proposito i propri beni e sperimentano un forte disagio di fronte alla prospettiva di gettarli via. Questi soggetti accumulano grandi quantità di oggetti, che vanno a riempire e ingombrare gli spazi vitali, a tal punto che il loro utilizzo non è più possibile. Per esempio, per la troppo roba accumulata, la persona può non essere più in grado di dormire in camera, di cucinare in cucina o di sedersi su una sedia. L’ingombro viene definito come un accumulo disorganizzato di diversi oggetti, spesso non collegati fra di loro, che vengono ammucchiati in posti di solito predisposti per altro (es, tavoli, pavimenti,..). In alcuni casi gli sgombri vengono fatti da terze persone (es, parenti o amici) ma la persona continua a manifestare il disturbo, riniziando ad accumulare cose.

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